SUTURA SEMIPERCUTANEA DELLA LESIONE SOTTOCUTANEA DEL TENDINE D’ ACHILLE ( ideata, realizzata, diffusa dal dottor Piero Pecchia)
Presupposti
Il tendine d’Achille è tuttora vulnerabile così come narra la leggenda; la lesione sottocutanea è l’evento più drammatico per la sua imprevedibilità e per lo stato di malattia e di invalidità che ne deriva; il suo trattamento è controverso e la prognosi non sempre certa e favorevole. Negli anni c’è stata una continua evoluzione verso metodiche sempre meno invasive; l’invasività ha infatti condizionato negativam
ente la guarigione con complicanze a volte di difficile soluzione. Dalle tecniche “aperte” siamo passati a quelle “chiuse”, ma non sempre con buoni risultati. La tecnica “semipercutanea” ha unito i vantaggi dell’una e dell’altra limitandone le relative complicanze.
Miglioramento di tecnica
La tecnica semipercutanea che viene proposta permette di suturare solidamente la lesione sottocutanea del tendine d’Achille con minima incisione, all’interno del paratenonio, con visione diretta, filo riassorbibile, nel risparmio assoluto del nervo surale, con strumentario semplice, economico e riutilizzabile; il periodo di immobilizzazione è breve, la guarigione molto precoce, non necessita di riabilitazione, l’ospedalizzazione è minima; il danno estetico è del tutto irrilevante con recupero totale per ogni forma di attività.
Indicazioni
E’ indicata per lesioni sottocutanee recenti ( non oltre le due settimane) localizzate a non più di 3 cm dalla inserzione calcaneare, ma anche per lesioni da taglio.
Strumentario
Lo strumentario è composto da due anse metalliche recupera fili e da un robusto ago metallico con cruna; le anse sono deformabili, lunghe 10 cm, dotate di impugnatura ad una estremità e di asola tondeggiante del diametro di 10 mm all’altra estremità; l’ago è lungo 11 cm ed ha un diametro di 2 mm; il filo di sutura è il PDS corda, ethicon Z812 polidiossanone intrecciato, viola, rotondo, diametro 1 mm, lungo 75 cm, completamente riassorbibibile in 180-210 giorni; con una solo filo (pretagliato in quattro parti e privato dell’ago) è possibile eseguire la sutura.
Tecnica
Con tale metodica è possibile avvicinare i capi della lesione tendinea con doppia solida presa estesa a 5-6 cm (una) e 2-3 cm (l’altra) dalla interruzione, prossimamente e distalmente ad essa; lo doppia sutura viene chiusa con due nodi contrapposti a livello della lesione; si formano così due rettangoli di PDS che chiudono la lesione nella giusta tensione; si procede con punti di sutura termino terminale, con la sutura del paratenonio, del sottocute e della cute.
Risultati
La solidità e l’efficacia della sutura è convalidata dalla visione diretta; la prova di Thompson da ulteriori definitive certezze; nessuna complicanza in oltre 50 casi controllati; particolare attenzione va posta alla sutura della guaina, del piano sottocutaneo e cutaneo.
Nella nostra esperienza non abbiamo riscontrato aderenze, accorciamento e tensione del tendine, la cicatrice è minima, precoce è il recupero del tono muscolare, mai disturbi sensitivi, mai cedimenti o recidiva della lesione.