La passione per il restauro e per l’arte è molto diffusa tra i medici che hanno come principio essenziale del loro essere il rispetto della vita con il recupero e il mantenimento delle condizioni ottimali per viverla; il loro interesse è inevitabilmente esteso a tutto quanto di bello l’ accompagna e la caratterizza con il fine di curare e mantenere ciò che ci è appartenuto rincorrendo il sogno dell’immortalità che, se non è prerogativa dell’uomo, può esserlo per l’arte e per tutti i segni che testimoniano l’operosità del vivere nei tempi anche remoti.
L’interesse non sempre è rivolto alle meraviglie artistiche, ma spesso vengono coltivate passioni anche per oggetti che, apparentemente comuni e poco significativi, nascondono notevoli pregi che emergono dallo studio e dal restauro meticolosi e dettagliati ; tali interessi quasi sempre nascono per curiosità e per caso, ma spesso riservano notevoli soddisfazioni.
Presento ai frequentatori di questo sito la mia passione per il restauro e il recupero del letto d’epoca che da tempo ha destato interesse nel mio percorso di ricerca e di studio per l’antiquariato “minore” nella speranza di condividere con molti la mia curiosità e il mio interesse sull’argomento.
Trattasi di attività che non ha fini di lucro, ma di piacevole passatempo e di hobby che mi impegna anche nel frequentare i tanti mercatini e rigattieri nel completo anonimato di restauratore dilettante che, da buon medico, tenta di ridare vita a ciò che è in serio pericolo di perderla ( il letto…).
Ecco il testo del pieghevole per la presentazione di alcune mie personali mostre della collezione privata.
Recupero e Restauro del letto d’Epoca
Le difficoltà del vivere quotidiano e le incertezze per il futuro alimentano la nostalgia del passato.
I ricordi sono spesso il rifugio dello spirito che rivive i giorni più spensierati ed innocenti dell’infanzia e della gioventù quando tutto poteva essere ancora costruito.
Gli oggetti del passato fanno rivivere concretamente in noi quello che meglio abbiamo avuto e ci permettono di ricreare l’ambiente e l’atmosfera giusti per vivere oggi anche con i ricordi.
Tante sono le cose che ci vengono proposte: alcune affiorano da tempi remoti e sono la storia e le radici del nostro essere, godibili dai pochi che ne possono garantire la conservazione e la presenza anche per il futuro; altre volte tornano alla nostra osservazione oggetti più recenti, carichi di attrazione e di emozioni per averli vissuti nei giorni più belli e per averli da sempre come cornice ad ogni nostro ricordo; sono i tanti oggetti d’uso in mostra negli affollati mercatini diffusi e frequentati ovunque.
Sono oggetti che riemergono da un passato non lontano, autentici, straordinari per i segni dell’uso e della gelosa conservazione, alla portata di tutti, di facile recupero e di ottima integrazione con il presente; spesso noi stessi li abbiamo usati o lo hanno fatto i nostri padri e nonni, sempre con il rispetto del poco e del buono, del conservare e mai del buttare.
Tra tutti questi ho sempre avuto particolare interesse e curiosità per il letto che sicuramente è l’oggetto d’uso più comune, intrigante, misterioso ed austero, carico dei ricordi più intimi che spaziano dal più bello al più brutto, ma sempre con il senso più profondo del vivere.
Nel letto di casa si nasceva e si moriva, si cresceva, si gioiva e si soffriva, ma soprattutto si sognava nel sonno e ad occhi aperti; il letto era il meritato riposo, rifugio all’imbrunire per una lunga notte, attesa per l’alba di un nuovo promettente giorno; il letto era il posto caldo per il freddo inverno, l’indugiare nelle giornate piovose, la paura del buio nella solitudine, la certezza della mamma, del fratello, della compagna, della fede e dei ricordi.
Al letto erano riservate le cose più belle: lenzuoli profumati di bucato e bianchi come neve, cuscini di morbide piume con federe mirabilmente ricamate a mano, coperte con disegni regolari e ripetuti seguiti dalle dita e dagli occhi nei giorni di malattia con gli orecchi attenti a quanto succedeva in casa e all‘esterno.
Il letto aveva una voce: il cigolio per l’attrito delle reti direttamente applicate sui ganci delle testate; ad ogni movimento di chi vi giaceva seguiva una risposta del letto avvertita anche a distanza.
Sotto al letto, non di rado, venivano riposte o nascoste le cose più care da custodire con cura e attenzione.
Si entrava in camera da letto con il massimo rispetto e molto più spesso di quanto si fa oggi: per salutare il nuovo nato, per incoraggiare l’ammalato e l’infermo o per assistere il moriente .
Lo stesso letto serviva a più di una generazione.
Il mio interesse è prevalentemente rivolto ai letti in lamiera decorata della seconda metà dell’ottocento e dei primi decenni del novecento; periodi questi travagliati da tanti eventi nefasti (lotte per l’unità d’Italia, le due guerre mondiali), ma anche dal riscatto delle popolazioni succubi della povertà, del settarismo sociale e dell’ignoranza; erano oggetti in uso alle classi meno abbienti che hanno ottenuto in quegli anni la dignità di esseri umani con indicibili lotte e sacrifici, che hanno assistito al proliferare di molteplici meravigliose scoperte e innovazioni e che hanno reso il vivere meno drammatico e faticoso.
I letti restaurati sono stati recuperati dalle cantine e dai solai di vecchie abitazioni, coperti di polvere e di ruggine, con decorazioni e colori a volte irriconoscibili; i meglio conservati evidenziano colori austeri con imitazioni del legno, cornici e riquadri, piccoli decori di incomparabile bellezza, oleografie, dipinti, preziose e sfavillanti apposizioni in madreperla, elementi in metallo presso fuso e pomi in ferro; tutti rigorosamente confezionati da abili artigiani con tecniche allora all’avanguardia e che miglioravano man mano che i prodotti chimici si affermavano e si diffondevano; in ognuno di essi emerge la voglia del bello, del mirabile e del fantasioso che si contrapponeva al resto dei mobili di quel tempo quasi sempre poveri e anonimi.
Si costruivano culle con possibilità di movimento a dondolo e di riparare il piccolo dalla luce e dagli insetti, lettini, letti singoli, letti più grandi (una piazza e mezza) e letti matrimoniali (molto più stretti di quelli attuali).
Restaurali e ridarli al loro antico splendore non è cosa difficile e onerosa; la rimozione della ruggine e il risanamento delle parti metalliche è alla portata di tutti; le reti originali spesso non si rinvengono ed è necessario stabilizzare le testate con supporti capaci di sostenere reti nuove e confortevoli; più difficile è recuperare la parte decorata e dipinta e solo pochi virtuosi restauratori sono disponibili ; il risultato che si ottiene è sempre di grande effetto anche se i difetti estetici più gravi non possono essere completamente eliminati.
Una volta restaurato il letto è normalmente utilizzabile ed è tra le cose più belle per l’arredo della casa ristrutturata in stile o in piacevole contrapposizione e complemento con l’arredo contemporaneo.
Piero Pecchia
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